Carlo ASSANTE
Fu uno dei numerosi generali provenienti dalla Nunziatella che militarono nell’arma dotta di artiglieria, e fece parte della numerosa pattuglia di coloro che arrivarono alla Grande Guerra essendo già maturi di anni e di esperienza, ma nello stesso tempo cristallizzati in concetti strategici e di impiego dei reparti ad essi affidati non più al passo con i tempi. Nato a Caserta il 26 Febbraio 1858, fu allievo del corso 1873-1877 della Nunziatella. Ammesso all’Accademia di Artiglieria e Genio di Torino, vi fu nominato sottotenente di artiglieria nel 1879. Come molti coetanei fece da capitano l’esperienza l’impiego bellico in Africa Orientale durante il biennio 1887-88, ricevendo poi la promozione a maggiore nel giugno 1899 insieme ad un fin da allora rampante Pietro Badoglio. Fino al 1907 prestò servizio appresso il 12º reggimento artiglieria da campagna, conseguendo nel frattempo nel 1905 la promozione a tenente colonnello. Avanzato al grado successivo nel 1910, assunse il comando dell’8° Reggimento artiglieria da fortezza, reggendolo per un quinquennio. Con R. decreto 18 febbraio 1915 fu nominato comandante del 4° reggimento artiglieria da campagna Cremona. Allo scoppio delle ostilità, il 24 maggio 1915 assunse con il grado di maggior generale il comando dell’artiglieria del IV Corpo d’armata, mantenendolo fino al 1916, quando fu sostituito nell’incarico dal collega B. Anfosso. Durante il suo periodo di servizio in linea, ebbe anche occasione di essere tra i giudici del processo a Giulio Douhet, conseguente l’intercettazione di un memoriale di quest’ultimo contenente aspre critiche alla condotta della guerra. Anche nel suo caso, come per numerosi colleghi, il passaggio di consegne fu in conseguenza di un provvedimento di esonero, motivato dal fallimento delle operazioni contro il M.te Rombon. ASSANTE cav . Carlo, maggiore generale. Collocato a riposo per aver raggiunti i limiti minimi di età e di servizio, a decorrere dal 1º dicembre 1916, Inscritto nella riserva e nominato uffiziale nell'Ordine dei SS . Maurizio e Lazzaro. Allontanato dal fronte, Assante fece ricorso alla Commissione Mazza per la revisione degli esoneri e ne ottenne la riabilitazione nel 1918, dopo che la Commissione stessa ebbe osservato che nessun altro coman-dante assegnato al suo precedente incarico era poi riuscito a mantenere il possesso delle stesse posizioni. Allontanato comunque dal fronte, gli furono affidati incarichi presso il Ministero Armi e Munizioni. Con il termine del conflitto fu posto in aspettativa, concludendo la propria esistenza a Rapallo nel 1921
Riccardo Moizo Gen. C. A. Nato a Saliceto (Cuneo) il 27 agosto1877 - deceduto a Roma il 27 febbraio1962. [6]
Allievo dell’Accademia Militareil 14 ottobre 1894. Fu nominato Sotto-tenente d’Artiglieria il 4 luglio 1897,Tenente l’8 agosto 1899 nella 7a brigatada Costa, continuando a disimpegnareincarichi di comando presso altri repartidi Artiglieria. Ammesso alla Scuola diGuerra con il grado di Capitano continuòla sua carriera alternando incarichi dicomando e di Stato Maggiore. Nel corso della Guerra Italo-turca si rese protagonista di uno dei primi voli di osservazione per scopi bellici. Promosso Maggiore e poi Tenente Colonnello continuò a prestare servizio in incarichi di Stato Maggiore, prendendo parte al Primo Conflitto Mondiale. Il 16 agosto1917 fu promosso Colonnello e dal 15 ottobre successivo prestò servizio pressola 3a Armata. Generale di Brigata nel1929. Rientrato dietro sua domanda nei ranghi dell'Esercito, avvenuta il 30 dicembre 1924, in servizio nell'esercito con il grado di colonnello, dal 24 febbraio 1924 comandò il 6º Reggimento di artiglieria pesante campale e dal 1º novembre 1926 il 3º Reggimento di artiglieria pesante campale. Fu promosso Generale di Divisione il 28 novembre 1932, assumendo l’incarico di Comandante della Divisione Militare Territoriale di Milano e, quindi, della Divisione celere “Eugenio di Savoia”. Dal 30 novembre 1935 al 24 agosto 1940 resse l’incarico di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali. Generale di Corpo d’Armata l’11 gennaio 1937. Il 25 marzo 1939 fu nominato Senatore del Regno. Dichiarato decaduto dalla carica di senatore dall'Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo con ordinanza del 6 febbraio 1945, presentò ricorso avverso che fu accolto da parte della Corte Suprema di Cassazione il 9 giugno 1947[7], quando si ritirò a vita privata. Si spense a Roma il 27 febbraio 1962.
Mario NARDI Comanda il 3° rgt a. pe. msl nel 1959/1960 dal 31.12.1965-31.01.1967 è Cte della della III Brigata Missili. Diventa Gen. C.A.
Nato a Torino l'8 ottobre 1912, deceduto ad Arma di Taggia (Imperia) il 26 dicembre 2007, generale di Corpo d'armata. Ultimogenito dei cinque figli di un notaio, dopo aver seguito il Liceo a Torino era entrato all'Accademia militare. L'8 settembre 1943 si trovava a Roma come capitano d'artiglieria. Dopo lo sfacelo seguito all'armistizio, il giovane ufficiale si portò nel Modenese e prese parte alla Resistenza nelle file di "Giustizia e Libertà". La sua esperienza militare fu messa a buon frutto soprattutto nella primavera del 1944, quando i partigiani che si battevano sull'Appennino modenese-reggiano, dopo aver eliminato tutti i presidi fascisti della zona, diedero vita alla "Repubblica di Montefiorino". Nardi, che era diventato capo di stato maggiore della Divisione "Modena", comandata dal comunista Mario Ricci, fu uno dei principali artefici della riorganizzazione delle forze della Resistenza dopo la caduta della repubblica partigiana. Di queste vicende e di un episodio particolarmente cruento di cui fu protagonista (caduto in mano ai tedeschi durante un'azione, sopravvisse, ferito, alla fucilazione), Nardi ha raccontato nel libro Otto mesi di guerriglia. Dopo la Liberazione Mario Nardi ha continuato la carriera militare, diventando generale di Corpo d'armata, con incarichi a Vicenza, Roma, Napoli, Bruxelles, Washington.
Vincenzo LEONELLI Gen. di Corpo d’ Armata, proviene dall’arma di artiglieria.
Nato a Napoli nel 1915, entra nel 1932 alla Regia Accademia di Artiglieria e Genio. Frequenta, successivamente, la Scuola di Applicazione e ne esce, nel 1935, tenente di artiglieria. Nel 1942 è in Africa Settentrionale (Tunisia) capo servizio operazioni della Divisione “Centauro”. Nel 1943-44 opera nel Fronte Militare Clandestino (gruppo “Montezemolo”). Dal marzo al settembre 1944, è capo uffìcio operazioni del CIL e nel 1945 capo ufficio operazioni del Gruppo di Combattimento Folgore. Promosso tenente colonnello, è destinato al Comando Supremo Forze Alleate in Europa (SHAPE) dove rimane dal 1951 al 1953. Da colonnello è inviato a Washington quale Addetto Militare, accreditato anche a Cuba, Panama e Messico (1958-1961). Successivamente comanda il 3° rgt. artiglieria missili. Promosso generale di brigata, comanda la II brigata corazzata “Ariete” (1964-1965) e successivamente l’artiglieria del V Corpo d’Armata (1966-1969). Da generale di divisione comanda la Divisione corazzata “Ariete” (1967-1970); è, quindi, nominato Sottocapo di Stato Maggiore del Comando Forze Alleate del Sud Europa (AFSOUTH). Da generale di corpo d’ armata è prima Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa (1973-1974), quindi comandante della Regione Militare Centrale (1974-1976). Dal 1977 al 1982, a Parigi, è Direttore delI’Agenzia Controllo Armamenti dell’Unione Europea Occidentale (UEO). E’ stato Vice Presidente Nazionale delI’Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione Inquadrati nei Rep arti Regolari delle Forze Armate.
Ennio Calabresi Gen. Div. MAVM
File:Ennio calabresi.jpgGen. Div. Ennio CALABRESI
↵Il Generale di Divisione Ennio Calabresi (1917–2008), fotografato nel suo ufficio nel 1975 mentre indossa le sue decorazioni, tra cui la Croce di Ferro di prima classe, conferitagli da Erwin Rommel nel 1942. L'allora Tenente Ennio Calabresi comandava la 13ª Batteria controcarri — equipaggiata con quattro cannoni Krupp da 88 mm — della 132ª Divisione Corazzata "Ariete" in Nord Africa; l'unità era schierata a Bir el-Aslagh durante la battaglia di Gazala, nel maggio del 1942.
Rommel impose una manovra di aggiramento verso sud per superare la principale linea difensiva britannica, allungando così le proprie linee di rifornimento e stabilendo una posizione difensiva nota come "The Cauldron" (il "Calderone"). In attesa di rifornimenti, le forze dell'Asse subirono attacchi britannici da ogni direzione; i cannoni di Calabresi a Bir el-Aslagh (località nota anche come "Knightsbridge" nelle cronache britanniche) respinsero tre assalti corazzati britannici il 30 maggio, infliggendo gravi perdite al nemico e mantenendo saldo il perimetro del "Calderone". Quando Rommel riuscì finalmente a sfondare la linea di Gazala, gettò le forze britanniche nel caos più totale, costringendo il Generale Neil Ritchie a ritirarsi in Egitto. Tobruk cadde il 21 giugno e 35.000 soldati britannici si arresero alle truppe del Generale di Corpo d'Armata Enea Navarini.
File:MAVM CALABRESI.pngMotivazione MAVM
Per le azioni compiute il 30 maggio, Ennio Calabresi fu insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare e della Croce di Ferro di prima classe, consegnatagli personalmente dal Generale Erwin Rommel, comandante della *Panzerarmee Afrika*. Ennio Calabresi, ricevette "sul campo" la Croce di Ferro di I Classe il 31 Maggio 1942, quale riconoscimento per il fatto d'arme di Bir el-Aslagh (Africa Settentrionale), avvenuto il giorno prima in cui -quale comandante di batteria controcarri- riuscì con successo a respingere un attacco in forze di reparti corazzati britannici, pur a costo della perdita di gran parte degli effettivi e di tre pezzi su quattro (i peraltro efficientissimi "88" tedeschi), rimanendo pure lui ferito da scheggie di granata. Per lo stesso fatto, nel 1952 ricevette anche la nostra Medaglia d'Argento al Valore Militare.